Luca annuisce all’operaio, poi sale in macchina e se ne va. Era rimasto appena venti minuti, giusto il tempo di una telefonata. Io lo guardo allontanarsi e sento il peso di quei vent’anni di cure amorevoli svanire in pochi secondi. La mattina dopo vado all’ufficio di Elena.

Ho dormito male, pensando all’avviso di Mora, all’offerta di Luca, alla procura, alla residenza serena, alla cartellina blu. Elena mi accoglie con un’espressione seria. Mi dice che c’è un problema con le tasse arretrate: 15. 000 euro dovuti, con l’ingresso del 20 aprile 2023 autorizzato da Luca Ferrara con procura.
L’importo dovuto è 18. 000, circa 17,43 euro al giorno. Le chiedo come sia possibile. Luca aveva la procura, poteva firmare.
Elena mi spiega che la firma sul documento non corrisponde all’originale. Mi mostra l’email: c’è la data di ingresso, il nome di Luca, l’autorizzazione. Ma la firma è diversa. E poi c’è la cartellina blu: 50.
000 euro in contanti. 50. 000 più di quanto la casa valga. Luca mi aveva fatto un’offerta: 50.
000 euro per la casa. Mi aveva detto: “Helena, non posso pagare 18. 000 euro di tasse”. Ma aveva 50.
000 in contanti. E io non capivo perché volesse la casa a tutti i costi. Poi Elena tira fuori un altro documento. Un’indagine sulle attività di Luca.
Risultato: 370. 000 euro sottratti in 18 mesi. Il conto corrente, le fatture, i trasferimenti. Tutto tracciato.
Luca aveva usato la mia procura per prelevare soldi, per firmare contratti, per spostare fondi. E aveva anche una seconda società, una sorta di Trust, con una clausola per le tasse arretrate. Io rimango lì, seduto, a fissare i numeri. 370.
000. Non riesco a respirare. Luca, il ragazzo che ho cresciuto come un figlio, mi ha tradito. Per 20 mesi, da settembre 2021 a febbraio 2023, ha incontrato un uomo di nome Roberto Neri.
Un concorrente nel settore petrolifero. Si incontravano mensilmente, per 20 mesi. E ogni volta Luca portava documenti, firmava procure, spostava soldi. Scopro che Luca ha anche ricevuto un’offerta da Neri: 50.
000 euro per un documento che avrebbe compromesso la mia azienda. Il mio avvocato mi ha chiamato 20 minuti fa: mi ha detto che se procedo con qualsiasi istanza di tutela, qualsiasi schema di procura o qualsiasi accordo con Neri, perdo tutto. L’offerta di 50. 000, l’assegno da 25.
000 che avevo strappato stamattina. E poi c’è la faccenda delle borse di studio. Laura, la mia assistente, ha scritto specifiche borse di studio per l’istruzione: 5. 000 euro ciascuna per ragazzi della Maremma e della Toscana che vogliono andare all’università ma non possono permetterselo.
20. 000 per imprenditori locali. 50 ragazzi che stavano per ricevere 5. 000 euro ciascuno.
Ma il giacimento che Luca ha trovato produce 7 milioni e mezzo all’anno. E Luca ha spostato 500. 000 per 25 milioni. Mi ha detto di darti 20.
000 in contanti se ti fossi presentato da solo. Ora, Roberto Neri è in piedi davanti a me. Il suo avvocato ha una cartellina. Dentro c’è un’offerta da 2-3 milioni all’anno per il resto della mia vita.
Ma non sembrano 2 milioni, sembrano fango. Luca ha spostato il peso da un piede all’altro. Roberto guarda da uno all’altro, confuso. Io penso all’email, alla firma falsa, ai 370.
000, ai 50. 000, alle borse di studio, a Laura, alla residenza serena. Non so cosa farò. So solo che non posso lasciarlo passare.
20 anni di cure, di fiducia, di lavoro. Tutto distrutto in pochi secondi. Luca mi ha tradito, e ora devo decidere se combattere o cedere. Ma ho già deciso.
Combatterò.


